Per Oblò Studio
Ho rifatto la home di Eligio Magri. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.
Eligio Magri non sa niente di questa pagina: nessuno l'ha contattato.
Il sito che porta la tua firma è vivo: la home è stata aggiornata il 23 ottobre, e ci sono già i menù di Natale, di Santo Stefano e delle cene aziendali. Le foto sono belle davvero (la famiglia seduta sulle botti col suo nome, la barricaia sotto le volte, le bottiglie dei vini tutte sullo stesso sgabello), e i nomi dei vini raccontano una famiglia meglio di qualunque aggettivo: Caterina, Martina, Giulia, Lucelio, Elogio, Patrizio.
Foto e parole sono il cuore della home rifatta: i fatti vengono tutti dal sito di oggi, e i testi nuovi (il titolo, le due righe per Google, le frasi della prenotazione e delle etichette) stanno in un elenco, da far approvare al cliente se la usi.
Il prima e il dopo, dal telefono


Con Lighthouse, l'esame di PageSpeed (dal telefono)
Lo stesso esame che rifai in un minuto su PageSpeed Insights, dove gira sulle macchine di Google e i numeri cambiano un po' da un giro all'altro. La rete e il processore lenti li simula con un calcolo: per questo i suoi secondi non coincidono con quelli della sonda qui sotto. Due passaggi: del sito di oggi tengo il migliore, dell'anteprima il peggiore. Qui l'ha misurato la macchina virtuale, più veloce di quella di riferimento di Lighthouse: su PageSpeed i voti possono uscire più bassi, per tutti e due.
- Il voto delle prestazioni
- 95 su 100invece di 43
- La prima schermata (LCP)
- 2,4 sinvece di 16,6 s
Con la sonda, in una rete rallentata davvero
Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta, e prende la mediana dei giri. Il peso e le richieste li conta lei.
- La prima schermata (LCP), in 4G
- 0,7 sinvece di 1,3 s
- La stessa, in una rete lenta
- 2,6 sinvece di 3,7 s
- Il peso al primo caricamento
- 639 KBinvece di 3 MB
- Le richieste ad altri siti
- 0invece di 23
Misurato fra la sera del 27 e la notte del 28 ottobre 2026 dalla macchina virtuale di Federico, con Chrome nei panni di un telefono. La camminata in cantina pesa 1,6 MB al telefono e arriva dopo il caricamento, tre fotogrammi alla volta, come un video: non entra nel primo caricamento.
Che cosa ho cambiato, e perché
Entrare in cantina, invece di leggerlo
L'apertura è la tua: la barricaia sotto le volte, la stessa foto. Solo che qui, scorrendo, ci si cammina dentro, e in fondo al corridoio c'è la famiglia, in piedi fra le botti. È il principio con cui lavoro, «feel, don't tell»: che sia una famiglia vera, che fa il suo vino, non lo scrive un aggettivo, lo vivi in tre gesti prima di leggere.
Un film fatto dalla foto, e nessuno che si muove
La camminata è una carrellata generata da Kling 3.0 su Higgsfield a partire dalla vostra foto 35, senza persone: 40 fotogrammi che avanzano col dito, fusi l'uno nell'altro così il movimento è continuo, il colore riallineato a quello della foto, e una sonda che controlla che botti e canalina del pavimento restino dritte. La famiglia invece è la vostra foto 11, vera e ferma, e arriva in tre tempi, mai insieme: la camminata finisce, il corridoio va fuori fuoco, poi la foto, messa a registro sull'ultimo fotogramma (la porta e l'affresco in fondo combaciano), si apre dalla porta in fondo, e le si va incontro. Le persone vere non le anima nessuno. La prima schermata è la foto ferma; appena arrivano i fotogrammi la camera fa un passo da sola, una volta, per dire che si entra. Chi ha chiesto meno movimento vede le due foto, senza camminata.
Dire subito che cosa, dove e quando
Oggi la prima schermata dice «Azienda vitivinicola e agrituristica Eligio Magri» sopra la foto; che si possa cenare, e quando, lo scopri più giù. Qui il titolo dice «Vino e tavola di famiglia, alle porte di Bergamo.» (parole vostre, ricomposte), sotto ci sono i giorni (cena il venerdì e il sabato, pranzo la domenica, vendita in cantina) e il tasto per prenotare.
Il tavolo in due tocchi, e la pagina che sa che giorno è
«Stasera c'è posto?» mostra le prossime aperture vere, calcolate sull'ora di Roma: tocchi la sera, dici in quanti, e la richiesta si scrive da sola, con la frase che diresti al telefono. Il modulo di oggi chiede undici campi. In anteprima non parte niente, e la pagina dice dove si prenota davvero; sul sito pubblicato potrebbe arrivare in cantina come messaggio già scritto.
Le feste in vista, senza aprire un PDF
I menù di Natale e di Santo Stefano sono in due PDF: qui i piatti e il prezzo si leggono nella pagina, e il PDF resta un link per chi lo vuole stampare. È anche quello che Google legge.
Le etichette di casa
Le vostre foto dei vini sono tutte sullo stesso sgabello. Le ho messe a registro (solo una scala e uno spostamento della foto intera, niente si piega), così mentre scorri lo sgabello resta fermo e sopra cambiano le bottiglie, ognuna col nome di casa che porta e la sua storia, presa dalle vostre schede: il nonno, la primogenita, il paese, una stella, Luciana ed Eligio in un nome. Vanno a gruppi come le avete fotografate, i rossi sul legno, i bianchi sulla pietra, i passiti in barricaia: lo sfondo cambia solo quando cambia il gruppo. Sotto ogni bottiglia, al posto di «Acquista» che porta ai contatti, c'è «Passa a prenderla in cantina», che porta agli orari della vendita.
Google che sa che è una cantina e un agriturismo
Titolo e descrizione con le parole con cui li cercano (cantina, agriturismo, Torre de' Roveri, Bergamo), i dati strutturati di una cantina che è anche un ristorante, con l'indirizzo e i due orari, un solo titolo principale, l'anteprima del link con la famiglia sulle botti.
La velocità
Niente tema, niente slider, niente plugin, nessuna richiesta ad altri siti prima di un gesto: le foto nelle misure che servono a ogni schermo, nei formati di oggi, e i caratteri serviti dal sito stesso. Il confronto non è alla pari su tutto: l'anteprima non ha le pagine dei vini e dell'agriturismo, i moduli che spediscono e le misure di Google. Se servono si rimettono, e il conto si rifà con loro.
Il vostro oro, e il rubino
I caratteri sono quelli che hai scelto tu, Lustria e DM Sans. Il marchio l'ho ricalcato in vettoriale dai vostri PNG, senza ridisegnarlo, e la collina che sta sotto la torre e la foglia è diventata il filo d'oro fra il giorno e la sera della pagina. L'oro è il vostro #BEA55A; il rubino viene dai vostri rossi, «rosso rubino con note violacee».
Due cose, intanto, si sistemano già domani sul sito di oggi, senza aspettare il resto: la home non ha una descrizione per Google (l'anteprima del link prende la prima frase che trova, «Scopri i nostri menu delle feste»), e il titolo è «Home - Eligio Magri», che a chi cerca non dice né cantina né agriturismo.
Quanto tempo, e con che cosa
Martedì 27 ottobre, dalla sera alla notte. Prima c'era stata la ricerca: un altro agente aveva scelto Oblò Studio ed Eligio Magri fra i siti degli studi intorno a Milano, e scritto che cosa doveva sentire chi lo visita. Poi l'ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che lavora con Linus, il metodo con cui lavoro: ha studiato e misurato il sito di oggi, ha scritto l'analisi e il progetto, e in meno di un'ora le prime schermate di prova. Un secondo agente, che fa da regia per me, e un critico indipendente le hanno giudicate prima che si disegnasse il resto; un altro ancora, che non l'ha costruita, l'ha collaudata e ha riletto ogni fatto sulla fonte. Il mio lavoro sta nel metodo che seguono.
Next.js, pubblicata su Vercel; la carrellata generata su Higgsfield, 30 crediti. La decisione di che cosa far sentire (la cantina che si attraversa, le sere aperte, i nomi sulle etichette) l'hanno presa gli agenti col metodo, dopo aver guardato tutto il vostro materiale: per questo non è la stessa cosa che l'AI fa per tutti gli altri.
Che cosa puoi portare a Eligio Magri
- La prenotazione che arriva davvero: la sera, le persone e la frase già scritta, in un messaggio alla cantina, con un tetto ai coperti di ogni sera.
- I menù delle feste e la carta come pagine, non come PDF: si leggono dal telefono e si aggiornano in un minuto.
- Le schede dei vini da sfogliare dal telefono, coi cesti di Natale e la gift card, e il ritiro in cantina negli orari giusti.
- Un video vero: la barricaia, la vendemmia, la sala piena il sabato sera. Oggi sul sito non ce n'è uno.
- Il gestore dei contenuti sulla pagina stessa: orari, menù e feste li cambia chi li sa, senza aprire WordPress.
Se vuoi vedere come si lavora così
Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, Marco Santonocito e io conduciamo «AI per agenzie»: un pomeriggio con le agenzie organizzato da Alleniamo Imprese, in un'aula della 24ORE Business School di Milano.
Partecipa al corso (si apre in un'altra scheda)
Federico VitielloAlleniamo Imprese: formazione sull'intelligenza artificiale per le imprese
P.S.Nell'anteprima di Eligio Magri ci sono due cose che quasi nessuno vede. Se le hai già trovate, le ho nascoste male; se no, apri qui.
Le stelle di Lyr
Nella home, scorri fino alle etichette di casa e fermati su Lyr: in alto a destra, sopra la bottiglia, compare una piccola stella d'oro. Toccala: sul legno della cantina si accende la costellazione della Lira, stella per stella, con Vega più grande delle altre.
PerchéLyr prende il nome dalla costellazione della Lira, che ha una delle stelle più luminose del cielo: lo dice la sua scheda sul sito di oggi. Ogni etichetta di casa ha una storia così, e la pagina la fa vedere invece di scriverla.
Questa botte è vuota
Nella barra degli indirizzi scrivi per-oblo
.alleniamoimprese .it /agriturismo-bergamo, un indirizzo che il sito di oggi ha e l'anteprima no. Si apre la pagina che compare quando un indirizzo non esiste: «Questa botte è vuota.», e sopra i tasti la strada per quello che cercavi, l'agriturismo, dentro la home. Vale anche per il menù, i vini, i contatti e chi siamo. PerchéChi arriva da un vecchio indirizzo, da Google o da un link salvato, non si perde: se la pagina andasse online, ogni indirizzo del sito di oggi porterebbe al suo posto nella home.